A cura di Elena Vallino, Università di Torino e OEET

 

INTRODUZIONE                                                                                                                                                                                                                                               

di Giovanni Balcet, Università di Torino e OEET

L’iniziativa detta “Nuova via della seta”, ovvero “One Belt, One Road” (OBOR), lanciata dal Presidente cinese Xi Jinping nel 2013, rappresenta un impressionante esempio di diplomazia economica di lungo termine, in grado di influenzare in profondità lo sviluppo euro-asiatico, le infrastrutture e la cooperazione finanziaria nell’area, con un potenziale impatto profondo sul commercio, gli investimenti diretti esteri e la crescita economica.
Tuttavia questo grande progetto resta impreciso sotto diversi aspetti, e non è chiaro se e come ridefinirà le relazioni economiche e di potere in Asia, Europa e nello scenario globale. Il dibattito è aperto e diverse interpretazioni sono state proposte. Quale sarà l’impatto dell’iniziativa OBOR sugli scenari globali aperti dall’avvento dell’amministrazione Trump negli USA, incluso il ritiro dall’accordo TTP? In quale misura contribuirà a rafforzare la leadership cinese in Asia? Risolverà alcuni dei problemi di sovracapacità produttiva dell’economia cinese?


Questa edizione di Economie Emergenti offre tre contributi, proposti in un interessante workshop organizzato da OEET a Torino il 9 e 10 maggio 2016.
Alessia Amighini introduce alcune nozioni e problemi chiave, in termini di connettività, direzioni e volume degli scambi tra i 65 paesi direttamente coinvolti dall’iniziativa, spostamento dal trasporto marittimo a quello ferroviario, creazione e diversione del commercio internazionale.
Xavier Richet offre un approfondito contributo sulla dimensione regionale dell’iniziativa OBOR, mettendo a fuoco il ruolo della Russia e delle Repubbliche asiatiche ex-sovietiche, come il Kazakistan. Cooperazione e, allo stesso tempo, competizione caratterizzano le relazioni sino-russe in quest’area per quanto riguarda le infrastrutture, il commercio, gli investimenti diretti esteri e le politiche energetiche. Infine le possibili interazioni tra l’iniziativa OBOR e l’Unione Economica Euroasiatica (EEU) vengono messe in luce.
Wang Xieshu e Joel Ruet mettono in luce il ruolo delle nuove istituzioni finanziarie messe in opera, quali la Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB), fondata nel dicembre 2015, e il Silk Road Fund (SRF), fondato un anno prima. Gli autori offrono utili spunti sul “triangolo Cina, UE, India”, contribuendo a valutare il ruolo di quest’ultimo paese, la seconda potenza economica emergente dell’Asia.
Ci auguriamo che questa edizione di Economie Emergenti possa contribuire ad estendere e ad approfondire il dibattito tra ricercatori, operatori economici e policy maker su questi importanti temi.

 

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