di Donatella Saccone, Università di Torino e OEET


Il concetto di economie emergenti, ampiamente usato nella letteratura economica a partire dagli anni ’80, viene spesso adottato senza fare riferimento ad una definizione precisa. Infatti, a parte alcuni tentativi solitari, le organizzazioni internazionali, gli analisti finanziari e gli accademici hanno raramente tentato di definire cosa si intende con il termine “economie emergenti”.

by Wladimir Andreff, University Paris 1 Panthéon Sorbonne *

 

Sintesi

Nel tempo sono stati proposti differenti campioni di economie emergenti. La convinzione dell’autore è che un campione specifico di economie emergenti sia valido solo se è adattato allo specifico scopo per cui viene proposto e se i criteri per identificarlo sono chiari e ben definiti. La nota ha lo scopo di proporre un campione di paesi selezionati sulla base dei loro investimenti diretti esteri in uscita e delle imprese multinazionali localizzate in questi paesi. Il campione, che comprende 13 paesi (Malesia, Messico, Cile, Tailandia, Colombia, Turchia, Argentina, Filippine, Indonesia, Nigeria, Egitto, Iran e Pakistan) è poi comparato al più noto gruppo dei BRICS. La nota discute infine analogie e differenze che caratterizzano il gruppo di economie sopra elencate.

 

Samples of emerging economies have been delineated on various criteria by different organisations such as the IMF, Boston Consulting Group, Standard & Poor’s, some banks and so on. Some researchers have proceeded by selecting the hard core common to previous samples (Andreff & Balcet, 2013).

Our point is that any sample of emerging economies is valid only if it is targeted toward a specific purpose and those criteria used to delineate it are crystal clear. The purpose here to gather a sample of  ‘New-Wave Emerging Countries’ (NWECs) built up to be relevant from the standpoint of their outward foreign direct investment (OFDI) and multinational companies (MNCs) based in these countries, namely in comparison to BRICS’ OFDI and MNCs (Andreff, 2016).

by Donatella Saccone, University of Turin and OEET

 

Sintesi

Comparando i livelli medi di reddito pro capite e i tassi medi di crescita economica nel periodo 2000-15, l’analisi propone una definizione empirica di economie emergenti basata su due criteri principali: a) livello medio del reddito pro capite inferiore alla media mondiale e b) tasso medio di crescita economica superiore alla stessa. In totale, vengono individuati 38 paesi con la seguente distribuzione geografica: 13 in Europa e Asia centrale, 8 in Asia orientale, 8 in Africa Subsahariana, 5 in America Latina, 3 in Asia meridionale, 1 in Nordafrica. L’analisi poi compara il gruppo di economie emergenti al resto del mondo avvalendosi di alcuni indicatori economici, sociali, istituzionali e politici.

 

By comparing countries’ per capita income levels and their rates of growth in a given period of time, we can divide the world into four categories, as illustrated in figure 1:
1) countries with a mean per capita income level and a mean rate of growth lower than the world average (low income-low growth countries);
2) countries with a mean per capita income level lower but a mean rate of growth higher than the world average (low income-high growth countries);

by Julien Vercueil, Centre de recherches Europes-Eurasie, National Institute for Oriental Languages and Civilizations, Paris

 

Sintesi

La nota discute lo status, la natura e il futuro delle economie emergenti, partendo dall’origine del concetto di emersione economica e dalla sua evoluzione storica. Il concetto di emersione è una nozione intrinsecamente dinamica. Si tratta di un processo di trasformazione economica e istituzionale dei paesi a medio reddito, che comporta un’accelerazione della crescita economica ed una maggiore partecipazione ai flussi di capitale e al commercio internazionali. Tale concetto può essere definito dalla combinazione di tre precisi criteri economici: livello di reddito intermedio; crescita economica; trasformazione istituzionale e apertura economica. Lo status di “economia emergente” non è tuttavia una condizione stabile. Alcuni paesi possono infatti evolversi e guadagnare lo status di “economia avanzata”, mentre altri possono essere soggetti ad una serie di vulnerabilità che vengono discusse nella nota.

 

Genealogy

« Emerging markets » is now a thirty-five years old expression. As other popular notions, its successive utilizations have carried transformations and slides of meaning that may have complicated its common understanding today. Therefore we think it could be useful to enlighten today’s discussions about the status, nature and future of “emerging markets and emerging economies” by recalling the genealogy of the concept and the recent history of its meaning. Hence we will be able to justify our own use of the concept, in order to characterize its current scope.

 by Vittorio Valli, University  of Turin and OEET *

 

Sintesi

Partendo dalla discussione dei principali ostacoli che un paese può incontrare sulla strada dell’emersione economica, la nota risponde al perché storicamente alcuni paesi sono emersi mentre altri sono rimasti in una condizione di arretratezza. Focalizzandosi su cinque medio-grandi economie asiatiche (Giappone, Corea del Sud, Cina, India e Indonesia) che sono emerse in periodi storici differenti, l’analisi individua i seguenti fattori di sviluppo: promozione dell’eguaglianza economica e sociale; sfruttamento del dividendo demografico; vantaggi dell’arretratezza economica relativa; applicazione del modello fordista di sviluppo; forte crescita degli investimenti; diffusione della conoscenza; ambiente politico e sociale relativamente stabile; presenza di uno Stato sviluppista.

 

In economic history there has been several examples of economies which have succeeded in firmly emerging from poverty and deprivation and of economies which have remained poor or have emerged for a while and then have submerged.

In order to emerge one economy must face, and be able to surpass, two great obstacles: the vicious circles of poverty and the middle-income trap.
In literature the overcoming of the first obstacle has been called in various ways: take-off (Rostow), critical minimum effort (Leibenstein), big push (Rosenstein Rodan), etc.

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