di Alessia Amighini e Andrea Goldstein

 

Sebbene i dati sull’andamento dell’economia cinese del primo semestre 2015 lasciano ormai ben pochi dubbi sull’effettiva capacità del governo di traghettare il paese in modo indolore verso un nuovo modello di crescita (il cd New Normal al 7% annuo, annunciato alla fine del 2014), all’origine del crollo delle borse cinesi della scorsa estate vi è l’incoerenza delle misure adottate per farvi fronte, e l’incertezza sul corso futuro della politica economica di Pechino. La crisi di borsa di agosto è stata causata, oltre dal rientro fisiologico dai corsi gonfiati dell’ultimo anno (+150% a Shanghai), in gran parte dall’incertezza sulle priorità e dall’incoerenza di Pechino sulla determinazione a mantenere la stabilità economica e finanziaria nel corso della transizione.

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