di Alberto Ciancio, University of Lausanne and University of Pensylvania

Sub-Saharan Africa (SSA) has been one of the last regions to be hit by the COVID-19 pandemic. Similar to developed countries, the populations of this region experienced a surge in cases and deaths prompting a drastic policy response to restrict social activities. However, there seem to be also important differences in the way the pandemic is unfolding in these countries. With the exception of the relatively rich South Africa, the number of cases is lower than in Europe or America. But the stark difference with the developed world it is in the number of deaths.

Nota di Vittorio Valli del 13 aprile 2020

  

Dicevano i miei genitori, “voi giovani non ascoltate mai chi ha più esperienza di voi, dovete prima sbattere la testa contro il muro…” Non solo i giovani, ma anche i governanti e i loro paesi fanno spesso così. E così hanno fatto quasi tutti i paesi occidentali colpiti, uno dopo l’altro, dalla pandemia coronavirus. Essi hanno studiato e utilizzato poco e male l’esperienza della Cina e di altri paesi dell’Est Asia che li avevano preceduti nella diffusione del virus.

di Elena Cresta (Laureata presso l’Università di Torino) 

La provincia cinese del Guangdong (廣東Guǎngdōng che significa “Guang Orientale”), situata nel Sud-Est asiatico, è diventata negli ultimi anni una delle zone più urbanizzate e industrializzate della Cina, trasformandosi da una piccola realtà rurale e contadina in una moderna provincia caratterizzata da un dinamismo economico e commerciale.

di Alberto Magro (Laureato presso l’Università di Torino)

 

La Cina come oggetto di studio per le teorie degli investimenti diretti esteri offre un importante esempio di come un approccio basato sulle vecchie teorie necessiti nuovi sviluppi e ripensamenti. Fino a tempi recentissimi il flusso degli Investimenti Diretti Esteri (IDE) è stato analizzato secondo le traiettorie Nord-Nord e Nord-Sud del mondo, a partire dalle teorie del commercio internazionale di inizio Novecento, in particolare il modello elaborato dagli economisti svedesi Heckscher e Holin ed implementato dall’americano Samuelson (il cosiddetto Teorema HOS).

by Julien Vercueil, CREE – INALCO (France) 

 

The use of the term of “emerging economies” has been much debated during the last couple of years. This is partly because it has been seen as a fuzzy concept, even if there have been some attempts to define it in economic terms with a satisfactory level of precision (Saccone, 2016 Vercueil, 2016); and partly, because it encompasses countries that, since the inception of the global financial crisis in 2008, are experiencing diverging trajectories, some of them (Russia and Brazil for instance, South Africa to a lesser extent) having registered practically no cumulative growth since the end of 2007 (Figure 1).

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